L'uomo (o donna) è un animale sociale che vive immerso in una rete di connessioni sociali.

Ma cos'è e come si può definire una rete? Secondo il sociologo Jan Van Dijk la rete è una collection of links between elements of a unit. Gli elementi singoli sono chiamati nodi e sono collegati tra loro da link. Più nodi, partendo da un minimo di tre, sono chiamati unità o anche sistemi.

Esistono molteplici strutture (frameworks) di reti con vari gradi di complessità, ma in generale più è grande e fitta la tua rete di contatti e maggiori sono le opportunità di crescita personale e professionale.

Ma non tutti i legami con i nodi della propria rete possono essere della stessa intensità.

Abbiamo già parlato del numero di Dunbar, ora però soffermiamoci sulle due tipologie di contatti: legami forti, caratterizzati da incontri costanti, frequenti e che sono sentimentalmente importanti (amici più intimi e familiari più stretti ad esempio) e legami deboli, ovvero che hanno un impatto emotivo minimo e sono meno frequenti. Sono quei rapporti che instauriamo con i conoscenti e con chi incontriamo occasionalmente, che spesso sono fuori dal nostro settore o dalla nostra cerchia sociale.

Forti o deboli? Quali sono i legami che possono darci maggiori possibilità di sfruttare il nostro networking?

In un articolo del 1973 dal titolo The strength of weak ties, il sociologo Mark Granovetter parte a formulare la sua tesi sulla forza dei legami deboli, facendo una ricerca, Getting a job, sulle modalità con cui le persone cercano lavoro e sul modo in cui le reti sociali possono aiutare ad ottenere un nuovo posto di lavoro. Dalla ricerca è emerso che i contatti più frequenti erano stati utili nel 16,7% dei casi, quelli rari nel 27,8% e ben il 55,6% era la quota di successo raggiunta attraverso gli occasionali.

Il sociologo sostiene che le persone che fanno parte della nostra cerchia più ristretta e con i quali abbiamo dei legami forti, sono collegati più verosimilmente con le stesse nostre fonti di informazioni e con i nostri stessi contatti. Mentre se ci affidiamo ai nostri legami deboli, abbiamo maggiori occasioni di ottenere informazioni a cui non abbiamo accesso, perché i legami deboli ci consentono di raggiungere molti più contatti indiretti (e quindi più informazioni) di quelli che saremmo in grado di stabilire facendo riferimento solo alle relazioni forti.

Dobbiamo quindi coltivare anche i legami deboli, riattivando periodicamente tutti i contatti della propria rete.

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